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UNA STRADA MAESTRA

Dario De Martis

 

"La persona che mi sta davanti con il suo comportamento "diverso" induce in primo luogo un movimento di fascinazione, ove si intreccia­no curiosità e simpatia, bisogno di testimoniare in una qualche manie­ra significativa il mio desiderio di avvicinamento, di comprensione e di aiuto, anche se so che chiederà molto di più di quanto non sia dispo­nibile a dargli. 

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I BAMBINI SENZA SORRISO HANNO BISOGNO DI CURE IN RETE

 
Appena letto l’articolo da commentare sulla sindrome di Moebius, ho avuto un attimo di difficoltà nel trovare qualcosa da dire a proposto di una patologia neurologica così distante dalla mia usuale pratica clinica. A mala pena ricordavo questo nome tra le cause di paralisi congenita dei nervi cranici, in particolare del  VII nervo cranico il facciale e VI nervo cranico l’abducente. 
 
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È FACILE CAPIRE QUANDO UN BIMBO MENTE? NON PROPRIO

 
La lettura dell'articolo di Anna Meldolesi  pubblicato il 10 febbraio su Il Corriere della sera, mi fa pensare all'immagine che la maggior parte delle persone hanno dei bambini come indifesi e innocenti. Invece nell'articolo emerge che imparare a mentire rappresenta una vera e propria tappa dello sviluppo dell'uomo.
 
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E SE AVESSE RAGIONE LO PSICHIATRA FINLANDESE

 
Titolo un po’ troppo sensazionale. In realtà, non vedo novità teoriche di rilievo: l’importante (ma non certo esclusiva) azione dei life events su un terreno vulnerabile; il ruolo fondamentale dell’incontro, del colloquio, dell’ascolto; la necessaria pluriprofessionalità senza  delimitazioni dei compiti troppo rigide; il coinvolgimento della famiglia (più delicato quello di un più esteso milieu anche extrafamiliare); la precocità dell’intervento; sono tutti principi da tempo accolti.
 
 
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Commento all'articolo apparso il 3 febbraio 2017

FARE LA CODA PER IL FUTURO: GLI PSICOASTROLOGI 

di Eugenia Sossella

 

La lettura di questo articolo ci riporta ancora e sempre di piu’ a parlare di spiritualita’ intesa come tutte quelle attivita’ umane che ci spingono ad andare oltre l’esperienza immediata del qui ed ora e sembra che questa esigenza dell’uomo sia in contrapposizione alla materialita’ della vita di ogni giorno. Non credo sia cosi.
 
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DAL CAOS AI RITMI UNIVERSALI COSI' SI E' EVOLUTA LA MUSICA

 
Credo che il ritmo ci accompagni in varie forme per tutto il corso della vita, dalla nostra "origine", ancora all'interno del ventre materno, alla fine dell'ultimo battito cardiaco.
Questo infatti è il primo, primitivo e primordiale ritmo che percepiamo, secondo alcuni studiosi lo avvertiamo già nel periodo di vita intrauterina, insieme a quello del respiro materno.
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Commento all’articolo apparso su La Repubblica il 24 gennaio 2017

 

SONO FARFALLE CHE HANNO PAURA DEL CIBO

di Sara Pacella

Articoli e pubblicazioni di carattere divulgativo sono necessari a rendere il sapere accessibile a tutti, ma non è facile evitare di incorrerere nella banalità e nella parzialità quando si cerca di comunicare ad ampio raggio.

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LA NOSTRA MEMORIA

 
Intervento, come era da aspettarsi, di ampio respiro, che spazia dal problema della memoria a quello della morale in politica. La memoria è  conservazione dell’identità: i gruppi che perdono quella perdono questa.Ma la memoria è, dice Bauman, un dono ambivalente, poiché può tener vive cose che hanno un valore ben diverso a seconda dei gruppi.
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DAL CAOS AI RITMI UNIVERSALI COSÌ SI È EVOLUTA LA MUSICA

 
 
L’affascinante ricerca condotta dal giovane ricercatore italiano Andrea Ravignani (Max Planck Institute) ha il sapore dell’avventura epica: la ricerca di un “Santo Graal musicale”, una matrice che accomuna tutti gli uomini a prescindere dalle varie culture e, spingendosi a ritroso fino ai primati e altri animali (le foche, in particolare), affonda le sue origini nella nostra evoluzione.
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